Il controllo dell’immigrazione irregolare e dell’immigrazione che delinque parte dai censimenti: anagrafi, banche dati, Dna e impronte digitali. Soltanto con i numeri l’Italia può garantire a «chi ha il diritto di rimanere di poter vivere in condizioni decenti». È con l’identificazione che si può riconoscere chi dice la verità e chi mente, chi è qui per rubare e chi per lavorare o sfuggire a situazioni difficili nel proprio Paese. E nel censimento entreranno tutti, anche i bambini, a cui verranno prese le impronte nei campi nomadi come ai genitori per «evitare fenomeni come l’accattonaggio». … La «mancata iscrizione all’anagrafe» del Comune è «motivo di espulsione». Chi si sottrae al censimento, chi non ha luogo e soldi per vivere, è allontanato. Sarà il sindaco a controllare, il rappresentante delle istituzioni a cui Maroni vorrebbe assegnare sempre più poteri nel tempo, come la possibilità di «rilasciare i passaporti e i permessi di soggiorno».
Roberto Maroni
Ultimamente non ho seguito più di tanto le vicende legate alla politica di casa nostra e devo dire che non ne ho sentito per nulla la mancanza; tuttavia non ho potuto fare a meno di notare quanto la proposta del ministro Maroni abbia suscitato un clamore, a mio modestissimo parere, fuori luogo. Dico io, cosa c’è di male nel prendere le impronte digitali ai bambini ? Qualcuno può spiegare che per prendere le impronte digitali non si intende staccare i polpastrelli a nessuno ?







